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La Scuola è una organizzazione didattica all’interno
della Fondazione Italiana Gestalt. Quest’ultima
è stata eretta in Ente Morale con D. M. 8/04/99.
E’ una scuola privata attiva da quasi 30 anni nella formazione,
nella consulenza, nella ricerca e sperimentazione in psicologia della
comunicazione e della relazione, in gestione delle risorse umane, in psicologia
clinica e del lavoro, in psicoterapia.
È riconosciuta dal M.I.U.R. con decreto 31/12/93, pubblicato sulla
gazzetta ufficiale del 26/01/94.
Dal
1995, oltre ai corsi dell’area Clinica, la Scuola attiva corsi di
formazione annuali nell’area della Comunicazione e Gestione delle
Risorse Umane con titoli finali formalmente riconosciuti nell’intero
territorio della C.E.E.
In particolare è attivo il Corso di Formazione per Esperto nella
Comunicazione e Gestione delle Risorse Umane, con rilascio di diploma
di qualifica professionale, riconosciuta ai sensi dell’art. 14 L.
845/78.
Dal
2002 la Scuola è riconosciuta come struttura formativa idonea per
la Formazione Continua in Medicina E.C.M ed organizza stage brevi tematici,
seminari, workshop di aggiornamento tutti con crediti E.C.M. per i professionisti
che lavorano nel settore sanitario e non.
Fin
Dal 1976 sono attivi percorsi formativi nell'ambito del counselling. Dal
1995, il percorso di formazione nel counselling, che precedentemente aveva
una struttura biennale è stato ristrutturato in un percorso triennale,
secondo gli standard condivisi dalle associazioni europee.
Questa area formativa è in progressiva espansione, sia per quanto
riguarda i campi di applicazione sia per quanto riguarda la domanda.
Chi
dirige
Maria Menditto, nata a Napoli, Psicologa, psicoterapeuta, formatrice e
consulente di organizzazioni pubbliche e private. Presidente della Fondazione
Italiana Gestalt. Specializzata negli Stati Uniti con Erving e Miriam
Polster, ha fondato e dirige la Scuola di Formazione “Società
Italiana Gestalt” ed ha elaborato il metodo della Gestalt Psicosociale.
Ha ideato, progetta e dirige Corsi di formazione in Psicoterapia della
Gestalt riconosciuti dal MIUR con D.M.31/12/1993, in Counselling, in Comunicazione
e Gestione delle Risorse Umane. Organizza conferenze e seminari nel campo
della Psicologia, della Psicoterapia e del Counselling e su temi di attualità
. Dirige la rivista "Signature" della Fondazione Italiana Gestalt
e collabora con diverse riviste. Autrice del manuale: “Autostima
al femminile”, in cui illustra il metodo della Gestalt Psicosociale,
intrecciandolo con il percorso dell’autostima e della differenza
di genere. I suoi corsi e scritti sviluppano i temi dell’identità,
dell’autoaffermazione, della comunicazione, della gestione della
relazione e del cambiamento. Sono diffusi in svariati contesti professionali,
dove è richiesto sia il potenziamento dell’autostima e dell’assertività
che la qualità della relazione, della comunicazione e dell’autoaffermazione.
Sono
un appuntamento fisso in tutta Italia le conferenze, i workshop, gli stage
ed i corsi che svolge sui temi di attualità, sull’autostima,
sulle tematiche femminili e maschili legate alla gestione dell’affettività
e della capacità di fascinazione, sulla gestione della relazione
e della leadership.
Staff
è composto da un gruppo di professionisti , in supervisione permanente,
che contribuisce alla didattica e alla ricerca e favorisce la diffusione
delle attività della scuola sul territorio nazionale.
Lo staff è caratterizzato da docenti accreditati dalla scuola ad
insegnare il metodo della Gestalt Psicosociale. In tal senso, la direzione
cura l’aggiornamento della metodologia della Gestalt Psicosociale
e delle relative tecniche in incontri periodici.
La
nostra metodologia
Il metodo della Gestalt Psicosociale, si focalizza sulla creazione di
un ritmo fra sé e gli altri, fra la chiusura e l’apertura,
facendo leva sulle risorse personali di assertività, responsabilità
e di capacità di gestire i rapporti interpersonali e la ricerca
di un equilibrio personale. Nel 1976 i futuri direttori della scuola decisero
di formare un gruppo di lavoro e di ricerca su temi psicologici e psicoterapeutici
denominato «Comunità per» che svolse a Roma attività
formative. Il metodo della Gestalt Psicosociale trasmette sia competenze
che numerose tecniche utilizzabili nei campi in cui è richiesta
la qualità della comunicazione e della relazione. Si acquisisce
inoltre: la consapevolezza del proprio modo di essere, la capacità
di stare con gli altri in modo propositivo e proattivo e la capacità
di riconoscere e gestire i cambiamenti. La focalizzazione compresente
su di sé e sulla qualità della relazione con gli altri porta
ad un ulteriore elemento che connota il nostro metodo: la connessione
fra l’individuo ed il gruppo, fra l’identità individuale
e la comunità di appartenenza. Questo paradosso fra il bisogno
di individuazione e quello di contatto con gli altri si gioca e si evidenzia
nel qui ed ora della relazione. La metodologia della Gestalt Psicosociale
alterna due punti di osservazione: l’area «condivisa»
(l’attenzione al gruppo nel suo insieme) e l’area «personale»
(l’attenzione al singolo).
La Gestalt Psicosociale propone chiavi di lettura per osservare le dinamiche
affettive, alcuni strumenti per gestirle e sviluppa un atteggiamento aperto,
attento e tecnicamente attrezzato per muoversi sia nel territorio degli
scambi affettivi e relazionali, che in quello focalizzato sulla assertività
personale o sul raggiungimento di obiettivi specifici personali o di gruppo.
La Gestalt Psicosociale insegna a stabilire un equilibrio fra il mondo
interno della persona e il rapporto con gli altri.
La
cassetta degli attrezzi
La «cassetta degli attrezzi» di cui l’esperto della
Gestalt Psicosociale dispone, comprende una serie di tecniche che sono:
• Le tecniche dei Livelli dell’Esperienza che consentono alla
persona di sperimentare di volta in volta uno dei seguenti livelli: il
corporeo, il sensorio, l’emotivo, l’immaginativo e il cognitivo-verbale.
• Le tecniche del Ciclo di Relazione che attivano nelle sue fasi
specifiche: la tensione attivatrice, la consapevolezza, l’attivazione
delle risorse, il contatto; e anche l’assimilazione, l’integrazione
e l’identità.
La cassetta degli attrezzi comprende anche tecniche di comunicazione,
di relazione e di counseling, che consentono di instaurare relazioni efficaci
nell’«area condivisa» e tecniche dell’«area
personale», mirate allo sviluppo della propria affermatività
e assertività.
La peculiarità delle tecniche della Gestalt Psicosociale risiede
nel fatto che sono:
• Esperienziali, in quanto focalizzano il qui e ora, facendo passare
il singolo o il gruppo dall’esperienza raccontata a quella sperimentata.
• Creative, in quanto vengono fuori dalla situazione di quel momento:
l’esperto ricombina il dato concreto creando nuove soluzioni.
• Attive, in quanto mettono in atto e mobilitano le risorse individuali
o di gruppo.
Relazione,
Autostima e Autoaffermazione: tre buoni motivi per
seguire proprio questo metodo
Gli allievi dei corsi possono imparare a vivere né in modo troppo
chiuso, con diffidenza o paure, né in modo troppo aperto, senza
protezioni.
I workshop, i corsi e i summer gestalt training svolti, allenano alla
comunicazione autentica, dotata di senso e suscitatrice di emozioni costruttive.
La Gestalt Psicosociale insegna a adattarsi in modo realistico e creativo
alle necessità dell’attuale mondo del lavoro per essere preparati
a fronteggiarle e rispondervi efficacemente. Insegna a essere più
vigili e sensibili a ciò che ci circonda, a gestire le nostre emozioni
e a comprendere meglio quelle degli altri. Aiuta anche a rilassarsi più
facilmente, a sostenere le situazioni di cambiamento con minor senso di
ansia, favorisce il gioco, l’ironia e il «charm game».
In altre parole, aiuta ad avere una mente aperta e ad essere vigili, e
nello stesso tempo risveglia la capacità di «gustare»
la vita e di cogliere le occasioni e le situazioni in modo vivo e propositivo.
Tutto questo nei corsi avviene attraverso esperienze pratiche e un vero
e proprio allenamento, che integrano il processo di crescita delle persone
con il senso di competenza professionale.
In conclusione sintetizziamo il metodo della Gestalt Psicosociale utilizzando
una metafora. Questa metodologia è come uno strumento con ottiche
intercambiabili: possiamo utilizzare un potente zoom, con funzione macro,
per avvicinarci e scoprire i dettagli di un «particolare»
o utilizzare un capace grandangolo con una visione più ampia, per
cogliere il senso dell’insieme, del più «generale».
Il tutto al fine di emanciparci dall’ottica fissa
Il
«gruppo» come un coro greco
Come dicevamo, la Gestalt Psicosociale punta al gruppo, considerato come
un incontro vivo tra persone, che viene definito da tempo, spazi e modalità
di relazione. Il gruppo, dunque, rappresenta uno degli strumenti privilegiati
per l’apprendimento, la formazione personale e l’organizzazione.
Il gruppo è considerato un luogo di contatto, cambiamento, sperimentazione.
E non solo: di apprendimento, gioco, affinità, originalità,
competizione e cooperazione. La costituzione e la definizione di un gruppo
nell’approccio della Gestalt Picosociale si attua attraverso alcuni
passaggi che si possono riscontrare sia nei gruppi di apprendimento che
in quelli di lavoro o terapeutici. Formare un gruppo significa costruire
una nuova configurazione, un insieme, un luogo di appartenenza. La possibilità
di fare gruppo sta proprio in un sentire e in uno spazio comune: il «Noi»
— con una valenza sociale — che supera la mera somma dei «contatti»
tra i soggetti costituenti.
Ogni nuovo gruppo coniuga tante diverse appartenenze in cui ciascun soggetto
riporta la propria storia e i propri depositi affettivi ed esistenziali,
così come il proprio contributo di idee e risorse per gli obiettivi
del gruppo.
Tra i membri di un piccolo gruppo circolano emozioni e stati d’animo
che lo orientano e lo influenzano. Ogni gruppo ha la sua caratura e tonalità
affettiva, determinata sia dalle esperienze di provenienza dei membri,
che dal il clima del gruppo stesso, dal tipo di comunicazione utilizzato,
dal processo individuale e di gruppo.
È sotto gli occhi di tutti la difficoltà odierna di contenere
l’aggressività e di gestire la rabbia e il conflitto sia
nelle relazioni affettive che in ambito lavorativo. La Gestalt Psicosociale
insegna a «leggere» quei segnali del contesto e della persona
che indicano preventivamente l’insorgere di un conflitto, insegna
tecniche di counseling per non trascendere mentre si comunica e per gestire
sia gli stati emotivi che l’ansia; agli psicoterapeuti offre una
attenta lettura diagnostica di questi disagi della società odierna,
per la formulazione di un progetto terapeutico adeguato. Il gruppo in
Gestalt Psicosociale — sia esso orientato alla crescita o all’apprendimento,
sia esso gruppo terapeutico o di formazione — richiama l’immagine
del coro greco che risuona di tante voci diverse, contraddittorie, ma
che nell’insieme sostengono la presenza e la fatica dell’altro:
il gruppo ha la propria saggezza che va al di là della saggezza
del singolo o del leader.

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